Il riso è un cereale di origine asiatica che è stato introdotto in Europa dagli arabi. Di varietà di riso ne esistono centinai e si dividono in base all’aspetto dei chicchi: comune, semifino, fino e superfino; dal chicco più tondo al chicco più allungato. La sua coltivazione del riso avviene in risaie dove le piantine sono sommerse nell’acqua. Il motivo di questa sommersine è dovuto al fatto che è necessaria molta umidità. IN Italia, i terreni più favorevoli per la coltivazione del riso sono in pianura Padana, in Piemonte, in Lombardia e in parte del Veneto.

Il riso Sant’Andrea classico

Il riso Sant’Andrea classico è una varietà regionale è un buon compromesso: tiene la cottura e assorbe i sapori, per questo motivo molti lo preferiscono al riso Carnaroli classico. I suoi valori nutrizionali sono simili alle altre varietà di riso: non ha sale, pochissimi zuccheri e grassi saturi. Buon apporto proteico e di carboidrati, senza dimenticare le fibre. Ha un prezzo davvero molto conveniente.

In cucina: usi indicati

Il riso Sant’Andrea classico è un tipo di riso che è definito come fino. È indicato per la preparazione di risotti e minestre poiché rilascia poco amido e assorbe bene i condimenti. Il risotto realizzato con il riso Sant’Andrea classico si manteca molto bene. Può essere utilizzato anche per preparare dei dolci ma va superato il tempo di cottura perché deve scuocere. Questo riso va bene anche per minestre e minestroni. Una ricetta tipica e della tradizione che usa il riso Sant’Andrea classico è la paniscia novarese; si tratta di un risotto che viene fatto con fagioli borlotti, verze, carote, sedano, pomodori pelati e cotenne di maiale. Si tratta di un piatto della cucina povera che serviva per rifocillarsi dopo le giornate di lavoro nei campi.

Dove trovarlo ?

Una delle zona dove si coltiva il riso Sant’Andrea classico è la provincia di Novara, dove si trova l’azienda agricola Acqua e Sole.

Per saperne di più, basta cliccare sul portale web www.risoacquaesole.it